Home Fisco e Tasse Contributi a Fondo Perduto: le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate

Contributi a Fondo Perduto: le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate




Durante la settimana l’Agenzia delle Entrate rilascerà le istruzioni per le procedure di richiesta di prestiti e contributi a fondo perduto. A riportarlo è il giornale Italia Oggi che assicura che la notizia è arrivata dai vertici dell’Agenzia delle Entrate.

L’impegno e l’obiettivo è quello di versare sui conti correnti di chi richiede questi contributi entro la fine del mese di giugno 2020. La richiesta, secondo le informazioni reperite, dovrebbe essere facile da realizzare proprio per facilitare l’accesso a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Non saranno necessari dei dati puntuali sulla soglia dei ricavi, ma semplicemente una stima che semplicemente si realizzerà “sbarrando” la casella della fascia dei ricavi di appartenenza.

Fondo perduto: ecco cosa prevede il Decreto Rilancio

Il decreto rilancio, che attualmente è sotto esame dalla Camera, presenta nell’articolo 25 “contributi a fondo perduto” che sono destinati alle aziende che hanno subito dei cali consistenti nel proprio fatturato.

All’interno di questo articolo è previsto e parametrato anche l’importo di tale contributo a fondo perduto:

  • 20% per soggetti con ricavi/compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta del 2019;
  • 15% per quelli superiori a 400.000 euro;
  • 10% per ricavi superiori a 1 milione di euro e per un massimo di 5.

Contributi a Fondo perduto istruzioni e direttive dall’Agenzia delle Entrate per la procedura di richiesta

L’operazione, come già detto ad inizio articolo, sarà gestita completamente dalle Agenzie delle Entrate che nei prossimi giorni si occuperà di fornire le istruzioni per la richiesta di tali contributi.  La stessa Agenzia valuterà le richieste e si riserverà qualche giorno per poter dare quello che è il “via libera”.

Fondo perduto: esclusi i professionisti che sono iscritti all’ordine

Sono 5 i miliardi di euro che sono stati messi a disposizione da parte dello Stato Italiano per far fronte alle esigenze degli italiani e delle aziende. Al momento per sono esclusi da questo beneficio i lavoratori autonomi che sono considerati professionisti, quindi consulenti di lavoro, commercialisti, tributaristi, avvocati.

 



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