Salvini, Meloni e Tajani dicono no agli Stati Generali di Conte

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Salvini, Meloni e Tajani non saranno presenti, con i loro partiti, agli Stati Generali dell’Economia, fortemente voluti dal Premier Giuseppe Conte, che si vede costretto a ripensarli in corsa e a trasformarli in un appuntamento che al dialogo politico interno si apra piuttosto al contesto internazionale.

Non si inizierà più venerdì 12 giugno, ma sabato 13 e dopo il no compatto di Lega, Fi e Fdi uscito dal vertice tra Salvini, Meloni e Tajani gli Stati Generali voluti da Conte per presentare il piano di rilancio del Paese sono destinati a diventare una sorta di kermesse con ospiti internazionali.

Il Premier ha incassato lo sgarbo del centro destra, ma va sostanzialmente dritto per la sua strada. Voleva dare solennità a questo evento e sabato porterà nella splendida sala degli Specchi di villa Pamphili nomi indubbiamente di prestigio, come la presidente del Fmi Christine Lagarde, il commissario europeo Paolo Gentiloni, il presidente dell’EuroParlamento David Sassoli, la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, Ignazio Visco e Vittorio Colao.

La giornata di sabato diventerà l’appuntamento inaugurale, oltre che il giorno dedicato al confronto europeo e si punterà molto proprio sulla presenza di ospiti d’eccezione, in particolare quelli stranieri, volendo dare un forte messaggio, quello che l’Europa tiene all’Italia e riconosce il suo importante ruolo nell’Unione.

Conte, nonostante qualche mal di pancia interno alla sua maggioranza e il forte rifiuto incassato da Salvini, Meloni e Tajani si è detto soddisfatto dell’evento che dovrà diventare un momento di confronto sui trend economici, dopo l’impatto della pandemia sullo scenario nazionale e internazionale. Il premier presenterà una bozza di piano per il rilancio, che pare sia stata definita accogliendo anche le istanze degli alleati di governo, così come tenendo in considerazione quelle dell’opposizione.

Gli Stati Generali dell’Economia serviranno a concretizzare la ripartenza, saranno un utile momento di confronto europeo o solo una nuova piattaforma dove fare politica, stando ben lontani dalle reali esigenze del paese? Lo scopriremo a breve.

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