Banca MPS: sarà Unicredit ad accollarsela?

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Per Banca MPS è sempre la solita storia, la stessa che continua ormai da anni. Si tratta di un istituto di credito che un tempo era sicuramente uno dei più grandi e più solidi d’Italia. Pensate solo che tra il 2006 ed il 2007 il titolo MPS viaggiava sopra i 10.000 euro per azione.

Oggi, lo stesso titolo è quotato poco più di euro per azione, sebbene prima fosse un buon investimento ad oggi non è proprio tra i migliori. Il fallimento di Monte Dei Paschi di Siena è una ferita ancora aperta per il Governo Italiano che, ricordiamo, nel 2017 lo evitò entrando nel capitale ed acquisendo il 68% delle quote. In pratica divenne azionista di maggioranza. 

Sempre oggi, vi avviamo verso la fine del 2020, e Banca MPS ancora una volta rappresenta una “patata bollente” nelle mani dello Stato. 

Banca MPS: il punto della situazione 

Il governo italiano, per salvare MPS, acquisì il 68% delle quote e procedette ad una ricapitalizzazione pari a ben 6,9 miliardi di euro. Cifra che se sommata alle altre ricapitalizzazioni successiva arriva vertiginosamente a quota 10 miliardi. 

Ma non finisce qui perché la BCE ai tempi diede l’ok all’operazione, ma con la “promessa” che lo Stato Italiano sarebbe uscito dal capitale di MPS entro il 2021. Ora mancano poche settimane all’inizio del nuovo anno e il valore di MPS è all’incirca 1 miliardo di euro, altro che 10.

E fra l’altro presenta crediti deteriorati per ben 9 miliardi di euro. Mai nessun istituto di credito acquisirà MPS in queste condizioni, né penserà di farlo. 

A questo punto il Governo ha pensato di far confluire tutti gli NFL (9 miliardi di euro) in una bad bank, individuata nella società partenopea Amco, e liberarla da tutti i crediti deteriorati. E facendola tornare appetibile per investitori ed altri istituti di credito intenzionati all’acquisizione.

La posizione di Unicredit

Attualmente Equita SIM, l’investment bank italiana, ha modificato l’outlook del titolo di Banca MPS da “negativo” a “stabile”. Dei 10 miliardi di euro di NFL, al momento 1,2 miliardi di euro sono stati già coperti. 

C’è da dire però, che chi acquisirà MPS potrà utilizzare 3,7 miliardi di euro di DTA che per il momento risultano fuori bilancio. E utilizzarli a prescindere dalla redditività futura di chi ha acquisito le quote di MPS.

Nelle scorse settimane è spuntato il nome di Unicredit, accostato sempre più a MPS nonostante le dichiarazioni dell’attuale CEO dell’istituto milanese, Jean Pierre Mustier. Ebbene, l’a.d. ha dichiarato che Unicredit non è intenzionata ad effettuare nessuna operazione di M&A, anche se si parla sempre più di contatti tra Unicredit e Banco BPM per un’eventuale fusione.

Forse la banca milanese sta valutando i vari dossier, staremo a vedere cosa succederà. Ma facciamo presente che se Unicredit acquisirà Banca MPS, la sua quota di mercato nazionale salirebbe dall’attuale 11% al 16,5%. 

E andare quindi ad “insidiare” Intesa San Paolo che detiene quasi il 20% del mercato italiano (valore salito dopo la recente OPS lanciata su Ubi Banca). 

fonte: curaletuefinanze

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